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Un’oasi di verde gestita dalle Suore di BetHania

IL VILLAGGIO DI BETHANIA

Il Villaggio Bethania è sorto negli anni 1960/70. Un insieme di ariose costruzioni, abbellito da viali di conifere e perimetrato da 21 plastici 7 della Via Lucis e 8 mosaici della vita d’infanzia di Gesù, caratterizza l’abitato.

All’interno si trova il Tempio-Santuario dedicato a Gesù Sacerdote Misericordia Infinita.
Può essere considerato un monumento elevato “Al Sacerdote” di ogni tempo una statua in bronzo raffigurante S. Pio da Pietrelcina nel piazzale antistante la casa di Bethania.
Questo complesso architettonico è ciò che è visibile dell’Opera Sacerdotale-Città della Misericordia: un’istituzione avviata fin dagli anni 1960 da Don Francesco Maria Grazia Sortino e dopo un cammino esistenziale nel novembre 1973 con le prime Suore Ausiliarie di Gesù Sacerdote Misericordia Infinita.
Gesù è stato l’ispiratore di tale Opera, perché è Lui che più volte ha dolcemente insistito con la mistica Suor Maria Santina Scribano delle Suore del Sacro Cuore di Gesù per vederla realizzata.

Don Francesco Maria Sortino e la “Città della Miserircordia”

L’idea di realizzare una grande Città della Misericordia comincia a farsi strada nei suoi progetti e, grazie alle suore con cui ha sempre collaborato, ai tanti benefattori e alle offerte raccolte con umiltà e sacrificio, padre Sortino inizia a dare forma concreta a un luogo di preghiera, accoglienza e consolazione per sacerdoti, religiosi e laici.
Il sogno prende corpo sulla penisola della Maddalena, in contrada Isola, a Siracusa, dove nascerà il Tempio-Santuario Gesù Sacerdote Misericordia Infinita e il Villaggio spirituale di Bethania.
Con instancabile dedizione, coltivando la terra, allevando animali, riciclando materiali e raccogliendo donazioni, egli riesce a costruire, passo dopo passo, una vera “cittadella dello spirito” in cui la Misericordia di Dio potesse essere testimoniata concretamente nella vita quotidiana.
A fianco a lui, le Suore Ausiliarie di Gesù Sacerdote Misericordia Infinita, nate dalla spiritualità della Venerabile Suor Maria Santina Scribano, accompagnano con la preghiera, il servizio e l’accoglienza ogni fase della Fondazione.

Curato di campagna”, don Francesco Maria Grazia Sortino superò gradualmente i confini della sua piccola parrocchia sino a costituire la “Città della Misericordia” Bethania, con migliaia di cittadini spirituali in continua espansione attorno al grandioso Tempio-Santuario di “Gesù Sacerdote Misericordia Infinita”.
Nato a Buccheri il 2 luglio 1928, venne ordinato sacerdote nella cattedrale di Siracusa il 29 giugno 1951 e il 19 gennaio 1952 fu nominato parroco della parrocchia Maria SS. Mediatrice di tutte le Grazie in contrada Isola di Siracusa.

Dei suoi settant’anni di sacerdozio oltre sessantanove padre Sortino li ha vissuti senza soste, nella contrada “Isola”, sul mitico promontorio del Plemmirio. Ha condiviso la vita dei suoi parrocchiani e in ogni sperduto angolo della campagna il suo lavoro di evangelizzazione si  è svolto accanto ad una comunità che da sempre ha conosciuto il faticoso lavoro dei campi.  Il parroco Sortino ha dissodato un duro terreno ed ha seminato il messaggio di Cristo, facendosi solidale con i suoi parrocchiani, “isolano tra gli isolani”. Il cammino sacerdotale ebbe una imprevedibile e decisiva spinta con l’incontro del 29 settembre 1958 con la Venerabile suor Maria Santina Scribano, la cui anima mistica fu chiamato a guidare.
Padre Sortino iniziò la grande costruzione della “Città della Divina Misericordia”, con l’aiuto di un impressionante numero di volontari. Quell’incontro fu l’inizio di un futuro che è tuttora in essere.

La realtà di Bethania attesta lo straordinario impegno sacerdotale di padre Sortino  nonostante i limiti della sua salute, a testimonianza di come ogni vocazione sacerdotale sia un dono che supera infinitamente l’uomo.

Don Sortino non ha conosciuto la stanchezza della noia, né le frustrazioni del tempo sprecato. Ha conosciuto bene invece la voglia di partecipare, di smuovere, di scuotere. Ha vissuto il libero ed esaltante coraggio di osare in nome della propria coerenza, sfidando in ogni stagione i meschini calcoli dei “prudenti” per tornaconto, le resistenze dei benpensanti in pantofole. L’azione l’avrà certamente logorato, ma padre Sortino ha sempre rinnovato – “per dolce follia”- ogni giorno il suo “sì” alla divina vocazione, non accontentandosi di una triste mediocrità. Sono alcune delle forti indicazioni di vita, che oggi ci consegna.

                  Gianni Failla
(Da Cammino) 

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